
Il mercato dei pellet di legno in Francia mostra una stabilità insolita dall’inizio dell’anno 2026. I prezzi estivi, tradizionalmente in calo, non sono praticamente cambiati rispetto alla primavera. Per le famiglie che si scaldano con i pellet e che si affidano a Leclerc come punto d’acquisto, la questione del momento giusto per costituire le scorte si pone con maggiore urgenza rispetto agli anni precedenti.
Scostamenti di prezzo dei pellet secondo il formato d’acquisto ad agosto 2026
Le rilevazioni disponibili per agosto 2026 permettono di misurare quanto costa realmente ogni formato. Il sacco da 15 kg si attesta in media a 7,50 € nella grande distribuzione, mentre il pallet di 66 sacchi (990 kg) si aggira attorno a 429 € in media nazionale. La tonnellata in sfuso si colloca a 430 €.
| Formato | Quantità | Prezzo medio (agosto 2026) | Prezzo al kg |
|---|---|---|---|
| Sacco unitario 15 kg | 15 kg | 7,50 € | 0,50 € |
| Pallet 66 sacchi | 990 kg | 429 € | 0,43 € |
| SFuso (tonnellata) | 1 000 kg | 430 € | 0,43 € |
La differenza tra il sacco unitario e il pallet rappresenta circa il 14% di sovrapprezzo al chilogrammo. Per una famiglia che consuma due tonnellate a stagione, acquistare in sacchi sfusi piuttosto che in pallet comporta una spesa aggiuntiva di quasi 140 € nell’arco dell’anno.
Analizzando il prezzo dei pellet Leclerc 2026, i prezzi in negozio seguono questa griglia nazionale, con variazioni locali legate ai costi di trasporto. I punti vendita del sud-ovest (Bordeaux, Tolosa) mostrano prezzi vicini a 419 € per pallet, mentre la regione parigina supera i 475 €.

Perché la diminuzione stagionale dei pellet non si è verificata nel 2026
Le estati precedenti offrivano una finestra di riduzione dei prezzi dal 5 al 15% tra aprile e agosto. Nel 2026, i prezzi sono rimasti stabili: la tonnellata in sfuso è passata da 426 € ad aprile a 430 € a metà agosto, con una quasi stagnazione.
Tre fattori spiegano questa rigidità.
- I costi di produzione non sono diminuiti. La materia prima (segatura, scarti di segheria) rimane sotto pressione, e i sovraccosti carburante applicati dai trasportatori mantengono le spese logistiche a un livello elevato.
- La domanda estiva è stata più sostenuta del solito: un numero crescente di famiglie anticipa i propri acquisti già in primavera, il che appiana la stagionalità storica del mercato.
- I pellet certificati (ENplus A1, marchi FSC/PEFC) guadagnano quote di mercato a scapito dei prodotti non certificati, il che porta a un aumento dei prezzi medi poiché la certificazione comporta un sovrapprezzo.
Questa assenza di calo estivo cambia le carte in tavola per gli acquirenti che attendevano un segnale di prezzo per riempire il loro silos o garage.
Certificazione ENplus A1: un criterio di prezzo spesso sottovalutato da Leclerc
La maggior parte dei confronti si limita al prezzo per sacco. Trascurano un parametro che influisce direttamente sul rendimento reale del riscaldamento: la qualità certificata del pellet.
La certificazione ENplus A1 impone soglie rigorose su umidità, contenuto di ceneri, durabilità meccanica e potere calorifico. Un pellet che rispetta queste soglie brucia in modo più completo, sporca meno l’apparecchio e produce più calore per chilogrammo. Il sovrapprezzo all’acquisto si compensa in parte con un consumo inferiore durante la stagione.
Un decreto pubblicato l’8 maggio 2025 (entrato in vigore il 24 maggio 2025) ha inoltre inasprito i requisiti qualitativi per i combustibili biomassa venduti ai privati e alle installazioni di meno di 1 MW. Questa regolamentazione rafforza l’interesse a scegliere sacchi con una certificazione riconosciuta piuttosto che cercare il prezzo più basso sugli scaffali.
Da Leclerc, diversi marchi coesistono sugli scaffali. Non tutti sono certificati ENplus A1. Controllare il logo di certificazione sul sacco rimane il gesto più redditizio prima di caricare un pallet nel bagagliaio.
Budget annuale pellet 2026: cosa spende una famiglia tipo
Per una casa di 100 m² con un isolamento medio, il consumo annuale si attesta intorno alle due tonnellate di pellet. Ai prezzi di agosto 2026, questo rappresenta un budget di circa 860 € all’anno per pallet.
Al contrario, un acquisto esclusivamente in sacchi unitari porterebbe questo budget a circa 1 000 €. La differenza di 140 € giustifica da sola lo sforzo logistico di recuperare un pallet intero, anche se ciò richiede un veicolo adeguato o una consegna.
Le differenze regionali pesano anche. Tra Tolosa e Parigi, la differenza supera i 50 € per pallet, ovvero più di 100 € sul consumo annuale. Una famiglia della regione parigina ha quindi un interesse marcato a confrontare i prezzi tra diversi punti vendita Leclerc della sua zona, o addirittura a esplorare i drive che talvolta offrono tariffe allineate con i negozi più economici della regione.

Previsioni sui prezzi dei pellet a fine 2026: cosa monitorare prima dell’inverno
L’assenza di una diminuzione estiva suggerisce che i prezzi rimarranno stabili o leggermente in aumento avvicinandosi all’inverno. Il plateau osservato da aprile non mostra segni di rottura verso il basso.
Due variabili possono far pendere la tendenza. La prima è meteorologica: un autunno mite ritarderebbe la domanda e potrebbe creare una breve finestra di prezzi più bassi a ottobre. Al contrario, un freddo precoce provocherebbe una tensione sulle scorte e un aumento temporaneo.
La seconda è strutturale: l’aumento dei pellet certificati, combinato con i requisiti normativi del 2025, spinge i produttori verso gamme più qualitative. Questa tendenza sostiene i prezzi piuttosto che farli scendere.
Per gli acquirenti Leclerc, il segnale è chiaro: aspettare settembre o ottobre nella speranza di un prezzo minimo comporta un rischio maggiore rispetto al 2024 o al 2023. I dati di agosto 2026 mostrano un mercato che non scende più in estate, e la probabilità di un calo significativo prima della stagione di riscaldamento rimane bassa.